Siamo vicini a Robi, Lello, Alberto e alle loro famiglie, in questo momento in cui,
privati della libertà, sono costretti a subire le infamie di una stampa scandalistica, squallida, i cui unici argomenti sono quelli che solleticano la morbosità dei lettori, la voglia di casi da prima pagina. Non importa se per fare ciò si deve forzare la realtà. Non importa calpestare la vita delle persone. Noi non siamo giudici, anzi siamo molto spesso giudicati da questa stessa gente, nello stesso modo velenoso che adesso sta toccando ai ragazzi di Bari. A noi i colpevoli prima del processo non piacciono nè piaceranno mai. ZITTI MAIALI
