Domani, allo stadio Ferraris, come purtroppo sempre più spesso accade, la tifoseria presente sarà solamente quella di casa, la nostra. Siamo di fronte all’ennesima assurdità, all’ennesimo divieto frutto di una palese volontà di non gestire una tifoseria ospite. Fa ancora più “ridere” amaramente (per non dire piangere) il fatto che questo divieto arrivi dalla Prefettura di Genova. Forse è solamente un avvalorare la nostra tesi. Non c’è una corretta procedura, non c’è una gestione seria dell’argomento, ci sono soltanto divieti su divieti. La direzione intrapresa da anni è questa, con una ulteriore accelerata negli ultimi mesi. Limitarsi a parlare di Tessera del Tifoso è ormai diventato, per certi versi, limitativo, forse anacronistico; quello strumento che doveva garantire a chi la sottoscriveva 19 trasferte su 19 è stato, nei fatti, smentito e calpestato più volte dalle stesse istituzioni. In uno Stato che si proclama di diritto, risulta surreale come la gestione dell’ordine pubblico viene gestita con il divieto, con la repressione, con il triste, banale, odioso, ignorante “ve ne state a casa” (o “limitazione” come la chiamano loro). Non si gestisce, non ci si mette la faccia, non ci si assume responsabilità: tutti a casa. Tutta Europa permette a tifosi, rivali e non, di recarsi allo stadio, di riempire curve e settori ospiti. L’Italia, lo stesso paese che sta ospitando le Olimpiadi Invernali e che ambisce agli Europei, no. Lo Stato italiano fallisce, e lo fa anche anche di fronte a se stesso, mostrando quanto possono essere in contraddizione enti come l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportiva e la Prefettura di Genova: il primo non menziona Sampdoria Palermo nella determina, la seconda vieta la trasferta ai tifosi rosanero. Come scrive la Sampdoria sul proprio sito (https://www.sampdoria.it/ticket-office/serie-b-2025-2026-sampdoria-palermo/) “A seguito del Decreto del Signor Prefetto di Genova n°9981 del 3 febbraio 2026, si comunica il divieto di vendita dei tagliandi in ogni ordine di posto ai residenti nella Regione Sicilia, fatti salvi i possessori di tessera di fidelizzazione SAMPCARD”. Possiamo dirlo? L’errore forse risiede a monte. L’errore è nell’aver ormai appiattito quella che è l’analisi e la gestione delle varie situazioni, etichettandole preventivamente, con zero sforzo, come “a rischio”. Provate a sputare per terra la prossima volta e vedrete che qualche telecamera farà sì che la prossima partita sarà “a rischio”. E pensare che, nella maggioranza dei casi, sono le stesse Forze dell’Ordine, rappresentanti dello Stato, a causare tensioni con conseguenti degenerazioni. Visto che, per ogni qualsivoglia tema, si guarda sempre all’estero come “modello di perfezione”, di come i perfetti inglesi o tedeschi non abbiano questi “problemi”, allora che si prenda seriamente come esempio la Germania. Attenzione però: da loro c’è organizzazione, una certa conoscenza della materia, competenza e forse anche un pizzico di intelligenza e buon senso: elementi, questi, forse troppo difficili da trovare qui. Non ci rimane altro che fare i conti con l’ennesimo divieto, e con quel settore ospiti, là in alto, sempre più desolato.
ULTRAS TITO CUCCHIARONI
