Petizione, ai sensi dell’art. 50 della Costituzione, “Per un calcio giusto e popolare”, rivolta al Senato della Repubblica.
Come spiegato ai presenti ieri sera in Largo U.C. Sampdoria (un grazie ai presenti), anche noi Gruppi della Sud, abbracciamo con decisione l’iniziativa nata da numerosi gruppi ultras e tifoserie del Nord, Centro e Sud Italia. Un’azione concreta, che vuole coinvolgere tutti, perché tutti siamo colpiti: una petizione nazionale, con specifiche richieste da indirizzare al Senato della Repubblica.
Perché? Faticoso, quanto doveroso, essere realisti: siamo vicini al punto di non ritorno.
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una rapida e progressiva marginalizzazione del tifoso, ultras e non, subissato da logiche esclusivamente economiche, commerciali e soprattutto repressive: trasferte vietate a tappeto, prezzi dei tagliandi sempre più alti, norme sempre più afflittive e vessatorie in materia di introduzione degli strumenti di tifo quali striscioni, tamburi, megafoni, bandiere e coreografie; per non parlare dei calendari spezzettati con orari penalizzanti per chi desidera seguire la propria squadra del cuore dagli spalti; e ancora, limitazioni alla libertà di espressione e di movimento, nonché leggi speciali e liberticide spesso oltre i perimetri stessi della nostra Costituzione.
Ad essere colpita non è solo la figura del tifoso ma lo stesso calcio italiano, distante ormai anni luce dal garantire la equa e rappresentativa partecipazione ai propri campionati di tutte le realtà del nostro paese: le leghe minori, dalla Serie C a scendere, vengono progressivamente impoverite, lasciate in condizioni di crescente precarietà, tra difficoltà economiche e continue incertezze. In questo quadro si inserisce il tema delle “squadre B”, che occupano posti nei campionati professionistici sottraendoli a società storiche e radicate sul territorio, alterando il principio di meritocrazia sportiva e ampliando il divario tra calcio di vertice e calcio popolare.
Serve agire, alzare la voce, dimostrare che esistiamo. Siamo noi i primi a doverci rimboccare le maniche per far sì che venga salvaguardato il nostro mondo, quello del tifo, così come la storia dei nostri club, al di là di qualsiasi categoria.
La richiesta che unisce diverse tifoserie d’Italia è chiara e concreta:
• Campionati meritocratici, senza squadre B nei tornei professionistici
• Prezzi popolari per i settori popolari
• Calendari e orari rispettosi dei lavoratori
• Promozione di uno stadio a misura di tifoso
• Tutela delle trasferte e dei tifosi ospiti
• Stop a misure ingiuste e sproporzionate
• Regole stringenti sulla proprietà delle società calcistiche e multiproprietà
È una battaglia trasversale, che supera colori e categorie. Il calcio appartiene a chi lo vive: alle curve, alle famiglie, ai lavoratori, alle comunità, alla gente. Ora è il momento di dimostrarlo. Il tempo sta per scadere: non è una frase fatta, è la realtà.
La raccolta firme farà il suo “esordio” in casa nostra domani, 14 marzo. Intorno e dentro lo stadio troverete banchetti pronti ad accogliervi e raccogliere le vostre firme.
Seppure la petizione, essendo normata dall’articolo 50 della Costituzione, sia dedicata solo ai maggiorenni (saranno richiesti nome e cognome/data di nascita/luogo di nascita/firma/numero documento di identità), abbiamo predisposto (ci sarà un banchetto dedicato) una raccolta firme “parallela” e simbolica per agli “under” (13-17 anni): sono loro il nostro futuro, e anche se per legge non possono firmare la petizione ufficiale “Per un calcio giusto e popolare”, vogliamo comunque dargli voce.
DIFENDIAMO CHI SIAMO, DIFENDIAMO CASA NOSTRA, RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO CALCIO.
“FIRMO, PERCHE CI LEGA UN FILO!”
I GRUPPI DELLA SUD
