TESTO UFFICIALE DELLA PETIZIONE NAZIONALE “PER UN CALCIO GIUSTO E POPOLARE”

PETIZIONE “PER UN CALCIO GIUSTO E POPOLARE”

All’Ecc.mo Senato della Repubblica Italiana Al Presidente del Senato

PETIZIONE AI SENSI DELL’ART. 50 DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Tutte le manifestazioni sportive, ed in particolare quelle calcistiche, costituiscono parte integrante del patrimonio sociale e culturale del nostro Paese.

Lo sport, e, in maniera peculiare per l’Italia, il calcio rappresenta un potente strumento di aggregazione sociale ed è sinonimo di comunità, identità e appartenenza a qualcosa di più grande del singolo individuo: una dimensione che valorizza l’espressione personale, ma che non dovrebbe mai essere subordinata esclusivamente a interessi economici.

Con l’avvento del cosiddetto “calcio moderno”, questa forma di aggregazione non è mai venuta meno nel sentimento dei tifosi che hanno dedicato anni di vita alla propria comunità sportiva; tuttavia, essa è stata progressivamente marginalizzata e spesso demonizzata attraverso scelte improntate a logiche prevalentemente commerciali o repressive.

La presente petizione nasce dall’esigenza di restituire centralità al tifoso “comune”: a chi, nonostante il proprio lavoro di ogni giorno, dedica il proprio tempo e le proprie risorse all’amore per la città e per la squadra che la rappresenta. In altre parole, il calcio appartiene a chi lo vive e lo sostiene quotidianamente.

Nell’elencare i motivi della presente petizione si ricorda come ad esempio nella Bundesliga austriaca il prezzo del biglietto per il settore ospiti sia stato già da tempo incardinato entro una forbice minima e massima per ogni partita.

Il cosiddetto “calcio spezzatino” nella Bundesliga tedesca è durato una sola stagione quando sono state programmate quattro partite di lunedì sera e la protesta dei tifosi ha ricollocato dalla stagione successiva il calendario all’interno del canonico week end.

Le cosiddette “squadre B”, prive di tradizione e radicamento territoriale, tolgono un posto, nell’ultima categoria professionistica, alle realtà più piccole, queste ultime certo ricche di storia, dove il calcio è vissuto e seguito da molti decenni.

In Italia si assiste ad un numero sproporzionato di “trasferte” vietate o “parzialmente vietate” con determinazioni che vengono assunte pochi giorni prima dell’evento quando le tifoserie hanno già acquistato biglietti dello stadio e noleggiato i mezzi di trasporto e su criteri che non fanno più riferimento a reali fattori di rischio dell’evento sportivo – come quando vengono poste limitazioni per partite che vedono le tifoserie gemellate – ma che intendono punire intere collettività di tifosi per criticità che vedono coinvolti numeri limitati di sostenitori.

CHIEDIAMO

l’impegno delle istituzioni competenti e di tutti gli organi cui è affidata la gestione delle manifestazioni sportive – Stato, Federazione Italiana Giuoco Calcio, Lega Serie A, Serie B, Serie C e Lega Nazionale Dilettanti – affinché vengano adottati provvedimenti idonei a perseguire i seguenti

OBIETTIVI DELLA RICHIESTA

1. Campionati meritocratici

Tutela reale del merito sportivo nei campionati professionistici e dilettantistici, escludendo la partecipazione di squadre “B”, o seconde squadre, di appannaggio esclusivo dei club economicamente più forti. Per suddette compagini si chiede dunque l’introduzione di un apposito campionato a loro dedicato.

2. Prezzi accessibili

Introduzione di prezzi calmierati per i settori cosiddetti “popolari” e per i settori riservati ai tifosi in trasferta, con un tetto massimo di:

– 20 euro per la Serie A

– 15 euro per la Serie B

– 10 euro per la Serie C

3. Orari e calendari rispettosi dei lavoratori

Contrasto serio al cosiddetto “calcio spezzatino”, al fine di garantire a chi lavora la possibilità concreta di assistere alle partite allo stadio.

4. Promozione di uno stadio a misura di tifoso

4.1 Rimozione dei vincoli burocratici che, nella prassi, limitano la libertà di espressione (Art. 21 Cost.). Si chiede la soppressione delle restrizioni all’introduzione negli stadi degli strumenti del tifo “all’italiana” (striscioni, tamburi, megafoni, bandiere e coreografie), restituendo ai tifosi la possibilità di dare voce e colore agli spalti e riconoscendo il valore culturale di un tifo apprezzato e riconosciuto come uno tra i migliori al mondo.

4.2 Abolizione del codice etico (o regolamento di gradimento).4.3 Creazione di safe standing areas, come avviene nel resto d’Europa, in primis per i settori popolari, prevedendo inoltre spazi dedicati alle persone con disabilità, affinché tutti possano vivere la curva, il tifo e la propria passione in sicurezza e con piena inclusività e partecipazione.

5. Tutela delle trasferte dei tifosi ospiti

Definizione di procedure certe e tempestive, che consentano ai tifosi ospiti di programmare le trasferte con adeguato anticipo, tutelando la libertà di movimento, costituzionalmente garantita, l’acquisto dei titoli di ingresso agli stadi anche con modalità analogiche, al fine di garantire la massima fruibilità delle manifestazioni sportive, anche attraverso il superamento di limitazioni e divieti generalizzati, che da eccezione sono diventati regola, e abolendo ogni programma obbligatorio di fidelizzazione.

6. Stop a misure ingiuste e sproporzionate

Chiediamo che ogni forma di D.A.SPO. sia sottoposta al vaglio del Giudice, al pari delle altre misure di prevenzione previste dalla legge, per poter garantire un concreto diritto di difesa, non solo cartolare, a chiunque vi sia sottoposto. Chiediamo l’immediata disapplicazione del cosiddetto “Daspo fuori contesto”, in uso dal 2019, che presenta forti dubbi di legittimità costituzionale, in particolare in relazione all’articolo 3 della Costituzione.

7. Regole stringenti sulla proprietà delle società calcistiche e multiproprietà

Introduzione di criteri rigorosi di affidabilità, trasparenza e solidità economica per i soggetti che assumono il controllo delle società di calcio, vietando severamente la multiproprietà, al fine di prevenire conflitti di interesse, tutelare la correttezza delle competizioni e proteggere la storia, l’identità e il legame con il territorio delle squadre che giocano i nostri campionati.

Gli scriventi, pertanto, per i motivi e le argomentazioni innanzi riportate,

RIVOLGONO FORMALE PETIZIONE AL SENATO DELLA REPUBBLICA

ai sensi dell’art. 50 della Costituzione, e degli articoli 140 e 141 del regolamento del Senato della Repubblica affinché adotti le misure richieste, che mirano a salvaguardare il patrimonio sociale e culturale legato al calcio, al fine di garantire a tutti i Cittadini la possibilità di partecipare concretamente alle manifestazioni sportive legate al predetto sport, anche affrontando lunghi spostamenti sul territorio nazionale.

Viene richiesto un cambiamento reale dell’attuale compendio normativo, affinché il calcio italiano torni ad essere davvero patrimonio della collettività e le decisioni vengano assunte ponendo al centro i tifosi e le comunità che si creano attorno alle squadre, garantendo competizioni corrette, liberamente fruibili e non improntate esclusivamente a logiche economiche o di profitto.